21
Ago
2015
25

Come portare 15mila persone in cantina in un anno – con Francesca Planeta

Che cosa è una cantina? Ok, dirai: la cantina è il luogo in cui si produce, si conserva e si fa evolvere il vino. E’ l’azienda produttrice del vino. In effetti a lungo è stata essenzialmente questo. Un luogo di produzione, spesso segreto, nascosto, magari misterioso e accessibile, solo in alcuni casi ad amici od operatori del vino.

Ma oggi – non da oggi – la cantina non è più solo questo e il termine italiano di senso comune – col suo carico di segretezza buia e di scarso appeal verso l’esterno – mal si adatta alle nuove intenzioni dei produttori e alla forza attrattiva che questi luoghi esercitano su appassionati vecchi e nuovi del vino e su turisti alla ricerca di eccellenza sui territori.

Una cantina – una winery potremmo dire per toglierci dall’impiccio nostrano – non è solo un luogo di produzione ma anche di comunicazione, di vendita e di accoglienza (visite e degustazioni, ristorazione, foresteria) con attività legate all’enoturismo che assumono dimensioni sempre più significative anche sotto il profilo economico per il produttore di vino.

In questo ambito appare significativa l’esperienza di Planeta.

L’azienda siciliana – circa 380 ettari di vigna, 2.3 milioni di bottiglie prodotte col 60% di collocazione all’estero (soprattutto Usa, Germania, Svizzera, Inghilterra, Giappone) – ha impostato gran parte del suo progetto di marketing e comunicazione sulle diverse cantine sparse nella regione e su una precoce attività online. Sei wineries che diventano le tappe di un viaggio tra vitigni autoctoni e internazionali nei territori più vocati della viticultura siciliana: dalla zona di Agrigento e Menfi a Ovest fino ad est, a Vittoria, a Noto e all’Etna.

Francesca Planeta, che gestisce l’azienda di famiglia con i cugini Alessio e Santi Planeta ed è responsabile del marketing, spiega a Wine Internet Marketing come è nato e che risultati sta avendo questo lavoro.

Non esiste tavolo di degustazione al mondo che possa avere lo stesso impatto di un’esperienza di un consumatore in cantina. Aprire le cantine è stato fondamentale, prima per i clienti e poi per i consumatori.

Ecco alcuni spunti che Francesca Planeta tratta nell’intervista che puoi ascoltare in calce a questo articolo:

  1. La grande sfida di raccontare all’estero un territorio come la Sicilia con le sue peculiarità e i suoi vitigni. Raccontare una Sicilia diversa, una Sicilia non negativa.
  2. Trasformare le piccole cantine in altrettante boutique wineries, piccole tenute con vigneti, cantina, attività enoturistica, visita, degustazione.
  3. Perché, quando ancora non esisteva Youtube, Planeta aveva cominciato a fare video della vendemmia.
  4. L’esigenza degli ultimi anni e del futuro di comunicare sempre più al consumatore che alla filiera. “Se il consumatore arriva al ristorante e quando apre la carta dei vini riconosce il marchio diventa tutto più facile anche per la forza vendita”.
  5. “Perché non vogliamo fare l’e-commerce direttamente e stiamo pensando a nuove forme che non entrino in concorrenza con la forza vendita tradizionale”.
  6. Perché una azienda del vino deve raccontarsi con la cucina. Come nasce il progetto su internet “Cucina di Casa Planeta“. Dal libro sulla tradizione della cucina di Planeta e delle zone in cui ci sono le cantine al concorso fotografico che si chiude il 30 settembre. L’importanza di raggiungere anche le donne e chi non è necessariamente appassionato di vino. “Noi dobbiamo parlare a tutti, ai grandi professionisti come alla casalinga”.
  7. Come la tradizionale ospitalità di una famiglia siciliana numerosa è diventata un business che porta 15 mila persone all’anno in cantina. “Ci è voluto del tempo: attività culturali, d’arte, per famiglie, non solo riguardanti il vino”.
  8. La Foresteria Planeta Estate con 14 stanze a Menfi con annesso ristorante.

Ascolta l’intervista a Francesca Planeta.

2 Responses

  1. angelo

    Intervista molto interessante che dimostra come l’enoturismo sia importante non solo per le piccole realtà poco o per nulla consociute, ma anche per le grandi aziende con marchi noti.
    Una bella sfida sia per le cantine che per noi consulenti specializzati.

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